
Da tempo ci si chiede se il continuo uso della tecnologia e soprattutto del cosidetto mondo virtuale dei videogiochi possa produrre dei danni al cervello. Ebbene sì: il mondo virtuale provoca dei cambiamenti nel nostro cervello e questo lo ha dimostrato uno studio fatto dall'Università di Indianapolis. Questa teoria è stata dimostrata grazie a dei ragazzi di diciotto-ventinove anni che si sono offerti volontari a giocare per dieci ore in una settimana a videogiochi violenti e la settimana dopo se ne sono astenuti. Alla fine dei due cicli di videogiochi, venivano sottoposti a vari test di stimolazione emotiva e ad una risonanza magnetica, dove si è vista una netta differenza nel loro cervello, sia confrontando la settimana di gioco con quella d'astinenza, sia confrontando il loro cervello con quello di chi non aveva mai giocato. Un altro studio condotto da ricercatori belgi, canadesi, francesi, inglesi, irlandesi e tedeschi su ragazzi di quattordici anni ha dimostrato che confrontando giocatori casuali con quelli assidui si notano delle differenze: nei giocatori assidui infatti a sinistra del cervello appare più spesso il cosiddetto striato e si attiva maggiormente in caso di perdita. Questo fenomeno è molto frequente a chi fa uso di cocaina, anfetamina o alcol.
Ma anche i socialnetwork comportano danni come i videogiochi??
No, infatti secondo uno studio anglo-danese fatto dall'Università di Londra è stato dimostrato che i socialnetworks non danneggiano il cervello, anzi procurano effetti benefici. Questo perché le aree celebrali coinvolte sono la corteccia temporale media (interessata dalla percezione sociale) e quella entorinale (memoria associativa). Aumenta il volume di queste due aree quando aumentano il numero di amicizie virtuali “quindi più amicizie=più cervello”.
23 gennaio 2012
Fonti: www.corriere.it (09 gennaio 2012)
Riccardo Bernocchi, età 16, Galgagnano
Riccardo Dornetti, età 14, Lodi


