
Ultimamente si sta assistendo in numerosi posti di lavoro a uno strano trend.
Il pranzo che i dipendenti consumano maggiormente è quello che portano da casa e quindi non vanno più nei bar e nelle tavole calde,
Il ritorno della cosiddetta “schiscetta” è dovuto principalmente a due motivi: 1) per risparmiare, 2) per avere un pasto sano ed equilibrato.
Luciano Sbraga, direttore del ufficio studi della Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) ha detto, che se un italiano su due si portasse davvero il pranzo da casa, assisteremo a un tracollo del settore.
La percentuale non è,dunque,così alta come certe inchieste dichiarano.
Per Sbraga sono due le ragioni del cambiamento alimentare degli italiani durante la pausa pranzo: da una parte la crisi (negli ultimi dieci anni il costo del pranzo è aumentato del 123%), e dall'altra la spinta salutista.
I lavoratori dicono che facendosi il pranzo a casa risparmiano dal 30% al 50% per ogni pasto.
Ma come già detto, non è solo una questione di soldi: negli anni '80/'90 si era creata la moda del fast-food (proprio perchè “fast”, veloce e poco impegnativo).
Invece,negli anni 2000 si è visto un ritorno al cibo tradizionale e ai sapori delle proprie regioni.
Il problema era prima il tempo di preparazione, ma adesso ci sono baracchini che offrono soluzioni vantaggiose, abbinate al poter comunque mangiare insieme, cosa che per gli italiani è fondamentale.
Nel 2001 meno di un italiano su 3 lo indicava come una caratteristica importante; dieci anni dopo la percentuale è salita a 34,5%.
Questa moda della schiscetta ha toccato ovviamente anche internet; i siti sono invasi da ricette fai-da-te, rapide e buonissime pensate appositamente per le schiscette portate da casa.
In questo modo si spendono tra i 60 e i 70 euro al mese contro i 271 euro che invece si spenderebbero in mensa. Inoltre non si rinuncia a un' alimentazione sana, anche se il tempo a disposizione è veramente poco.
Fonti: la Stampa del 02/04/12
Christian Negri, Lodi Vecchio,15 anni
Fabio Sgonfietti, Mulazzano,15 anni


